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lunedì 29 ottobre 2012

Con i piedi nella neve



Cosa c'è di più magico che calpestare la neve e lasciare le proprie impronte su una distesa bianca e incontaminata? A me piace un sacco sentire lo scricchiolio della neve sotto i miei passi, gli scarponi che affondano e si bagnano, il rumore sommesso di piccole masse di neve che cadono dai rami degli alberi.























La neve non cade solo a terra, dopo aver scattato questa foto, una bella quantità ne è caduta sulla mia testa, infilandosi nella giacca a vento, mettendomi in condizione di dovermi fermare per liberarmi da questa soffice massa umida.























Questa è la prima nevicata della stagione, il terreno e gli alberi non erano ancora pronti a sostenerla e molti si sono sradicati sulla strada ...























... creando nuovo lavoro per gli addetti del Comune.

























































































Qualche ora più tardi ho sentito il rumore del gocciolio della neve che si scioglieva, dopo che il sole è riuscito ad infiltrarsi tra le nuvole con i suoi raggi ancora caldi.



domenica 28 ottobre 2012



In questo fine settimana  mi sono allontanata dalla mia tana, sono arrivata fino a Trento nonostante le cattive previsioni meteo. Sono stata alla fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, "Fa' la cosa giusta". Ogni stand mi ha affascinata e sorpresa, per i profumi, i colori e la creatività e l'entusiasmo che ognuno degli espositori trasmetteva. Molte le proposte, da quelle gastronomiche a quelle per il risparmio energetico e per il riciclo e il recupero dei materiali altrimenti destinati al conferimento nell'isola ecologica (da noi la discarica si chiama così).



























Non so se è stata la mia fissazione per i filati che mi tenta ad ogni minima occasione o












































...  perchè avevo ancora negli occhi il giallo degli umili e semplici crisantemi sbocciati nel giardino di mia sorella, che non ho potuto fare a meno di acquistare nell' esposizione di "Vestire biologico" una matassa di lana gialla. Questo bel filato è tinto con la reseda luteola, una pianta spontanea molto comune e facilmente reperibile.



























Non so ancora come lo utilizzerò, come al solito io acquisto un po' a casaccio, questa volta affascinata da questo bel color zafferano. La signora che me l'ha venduto mi ha invitato a farle visita al mercatino di Natale di Piazza Fiera sempre a Trento, per mostrarle il lavoro realizzato con il suo prodotto.























Se ci andrò, sarò sicuramente tentata di acquistarne altra, una matassa per ogni bellissimo colore della natura che lei propone.


mercoledì 24 ottobre 2012

Mezzi guanti


Io non sono molto ordinata, non sono metodica e ho una mente per niente predisposta alla razionalità. Vorrei fare mille cose, provare, sperimentare nuove tecniche. Ho sempre più di un lavoro avviato, qualche volta riesco a portarlo a termine, altre volte rimane lì in attesa, come questi mezzi guanti che sono stati parcheggiati accanto alla ceropegia sul davanzale della finestra  per molto tempo. Li avevo salvati in Pinterest, mi piacevano e si potevano anche scaricare le spiegazioni, ahimé... in inglese però.























Poi, li ho osservati bene e mi son detta "ma dai, che li sai fare anche senza istruzioni, prova!" e li ho ripresi in mano e ho proseguito il lavoro, con quattro ferri (quanto mi piace lavorare con quattro ferri), nel caldo angolo del mio divano.























Io amo questo genere di guanti, tengono caldo senza ingombrare troppo quando per esempio devi afferrare qualcosa, digitare un sms o semplicemente soffiarti il naso. Certo, se vai sul ghiacciaio questi guanti non sono adatti, si possono usare prima del freddo intenso e a bassa quota.

Ieri sera li ho terminati e questa mattina ho fissato i fili che avevo lasciato in sospeso nel cambio del colore del filato.












































Ho avuto la fortuna di trovare una persona disposta a fotografarli addosso a me.


domenica 21 ottobre 2012

Fotografare i colori dell'autunno



Era il titolo dell'ultima uscita dell'anno con gli amici botanici ma l'autunno si è preso gioco di noi e non si è presentato con i suoi colori sgargianti e caldi. Ancora troppo alta la temperatura e troppo poche le notti fredde per far arrossare le foglie.























Qualche pennellata qua e là c'era, e anche una piccola spruzzata di neve sulle cime, ma la temperatura della giornata ha fatto pensare più all'estate che all'approssimarsi dell'inverno.






















Era stato scelto di percorrere il sentiero che costeggia  il lago di Molveno, la giornata era straordinaria, ma poco colorata.

























































































Io comunque sono stata in buona compagnia e mi sono divertita molto e l'autunno, sono sicura, prima o poi verrà.




venerdì 19 ottobre 2012

Dalle mie parti


... c'è ancora la possibilità di percorrere pochi chilometri e trovarsi nel silenzio e nella quiete di un pugno di case, dove tutto sembra fermo e immobile da anni, senza traccia di incursioni di betoniere con le loro colate di cemento.
























Le stradine sono ancora di ciottoli, ogni abitazione ha il suo orto, ed è ingentilita da vasi di gerani zonali e bocche di leone seminate in un vecchio mastello.

































































Le capre e gli asini, si spostano tranquilli su ampi spazi, saziandosi dell'ultima erba prima di essere rinchiusi nelle stalle al riparo dal freddo dell'inverno.























All'ingresso di questa frazione, si è accolti dal sommesso borbottio di una fontana, che con un mestolo saldamente legato ad una catena sembra ti inviti a dissetarti con l'acqua che vi zampilla.































































I pochi abitanti rimasti (quattro), sono liberi e felici padroni di ogni spazio pubblico.





































































Alla vite americana è consentito di inerpicarsi sulle case, scandendo le stagioni con i suoi vivaci colori.


mercoledì 17 ottobre 2012

Soffice e leggera come una piuma

























E' una sciarpa, scelta tra i modelli gratuiti tradotti in italiano di Garnstudio, questa. Misura cm 48 di larghezza e cm 170 di lunghezza e pesa solo 90 gr. Non sono riuscita a trovare la lana suggerita nel modello del colore che volevo e allora ho optato per l'Alphacash di Filarte che è composta da 65% alpaca, 25% pam, 5% merinos, 5% cashmere: praticamente una nuvola.
Era molto tempo che non mi imbarcavo in lavori di una certa difficoltà, ultimamente ho realizzato cose semplici e veloci, molte volte le iniziavo la mattina e le terminavo la sera. Questa sciarpa ha richiesto un po' di impegno, di attenzione e concentrazione sia sul diritto che sul rovescio del lavoro. Se sbagli un gettato sei fritta. Devi disfare perchè poi i  punti non tornano e il disegno va a farsi benedire. Comunque ce l'ho fatta.


















E' lavorata in due pezzi, che si uniscono a specchio ottenendo così un bordo identico sia su un lato che sull'altro.

















































Il motivo è molto bello, bordo a parte, è formato da 16 ferri diritti tutti diversi l'uno dall'altro (i punti dei ferri rovesci si lavorano così come si presentano) ripetuti non so quante volte.
























Volete sapere qual è stata per me la difficoltà maggiore? La cucitura dei due pezzi. Ho fatto un campione e ho provato prima così, ho provato con la sciarpa e ho disfato. Ho provato allora così, con l'ago, ma è andata anche peggio. Con molta molta calma ho riprovato a chiudere con 3 ferri e anche se la cucitura non è perfetta la sciarpa è comunque terminata, stirata e ora anche impacchettata e pronta per essere regalata.


domenica 14 ottobre 2012

Macaron su un'alzatina improvvisata


Ho un'idea molto vaga di come si preparano i macaron, questi, non provengono dalla mia cucina ma da una pasticceria di Torino. Un regalo molto gradito perchè dopo averli visti in molti blog di cucina preparati in mille modi, li posso finalmente anche assaggiare. Mi piace pensare che le sue origini siano italiane e non francesi, mi piace pensare che questo bel pasticcino sia frutto della creatività italiana.

L'ho fotografato principalmente per mostrarvi la mia alzatina per dolci improvvisata. Se avete piatti e bicchieri spaiati, non buttateli, costruitevi un'alzatina come questa. Si possono fare diversi piani, partendo dal basso con un piatto grande, un bicchiere (va bene anche un calice), un piatto con diametro inferiore, un altro bicchiere e ancora un piattino. 

Il piattino che io ho usato per la base era molto bello anche sul rovescio e ho provato in tutti e due i modi.

L'idea l'ho vista  su una delle riviste scaricate sul mio iPad, ma non ricordo più quale. Ora ne ho davvero troppe per sfogliarle tutte e trovare dove si era fermata la mia curiosità. Qui si possono però trovare delle indicazioni più chiare e precise delle mie. Se si vuole che l'alzatina rimanga così come l'avete decisa, per sempre, bisogna collegare i vari pezzi con qualche goccia di attack. Io non ho avuto il coraggio, i miei piatti e bicchieri non erano per me abbastanza spaiati e una volta apprezzati i macaron ho rimesso tutto a posto come prima.



venerdì 12 ottobre 2012

Avevo una bella rapa rossa


La rapa, proveniva dall'orto di mia sorella, un orto che ha del miracoloso per la quantità di prodotti che fornisce, per la bellezza, la cura e l'ordine che vi regna. E' un piacere per gli occhi e conseguentemente anche per il palato. E' rigoglioso ed elargisce ortaggi in quasi tutte le stagioni. Il merito è di mia sorella naturalmente che è espertissima e provvede alle semine e al raccolto. 


Insomma, questa bella rapa mi ha subito ricordato che recentemente avevo letto su una rivista  una ricetta che poteva fare al caso mio: risotto con le rape. Non me la ricordavo alla perfezione ma ci ho provato e il risultato è stato davvero fantastico.





Una delle cose che avevo memorizzato della ricetta era il metodo fer fare le cialde con il grana grattugiato per guarnire e diciamolo...



























... il mio risotto è risultato invitante e si presentava  bene.

Io ho fatto così.

Risotto con la rapa rossa per 2 persone.

Ho utilizzato circa la metà della rapa che vedete nella foto, ma ne ho anche avanzata e me la sono mangiata la sera a cena, con una bella patata. L'ho sbucciata, tagliata a pezzi e messa a cuocere a vapore nella pentola a pressione per 10 minuti.

Nel frattempo ho affettato mezza cipolla (piccola) di Tropea e l'ho fatta appassire nel tegame con l'olio. Poi ho aggiunto un po' delle rape lessate e tagliate a dadini e le ho fatte rosolare con la cipolla. Ho aggiunto 180 gr. di riso e l'ho fatto tostare con la cipolla e la rapa. Ho salato e pepato e ci ho mescolato un po' di vino rosso (ma credo vada benissimo anche quello bianco) e ho continuato la cottura per 18 minuti aggiungendo brodo vegetale caldo che avevo preparato precedentemente.

Mentre il risotto raggiungeva la cottura, ho acceso il forno a 180 gradi, ho coperto la placca con della carta forno e ci ho steso piccole quantità di grana grattugiato per formare le cialde per guarnire. Ho infornato per pochi minuti, il tempo sufficiente perchè il formaggio si sciogliesse e prendesse un colore dorato, poi ho sfornato.

Ho mantecato il risotto con poco latte e formaggio grana. L'ho servito nella ciotola guarnendo con qualche altro dadino di rapa, le cialde di formaggio grana (che nel frattempo si erano raffreddate e si staccavano perfettamente dalla carta forno) e una foglia di alloro.


lunedì 8 ottobre 2012

Scarpine classiche


Sono classiche nel modello e nel colore le scarpine che ho copiato per farne un tutorial. Le ho viste a casa di una mia amica, le ho trovate molto carine con quel motivo bombato che si ripete anche nella suola. Me le sono fatte prestare e mi sono divertita a rifarle con un filato completamente diverso, con un risultato insolito.




Ho usato la lana Cervinia  Forever, solitamente utilizzata per fare calze. Essendo la scarpina molto piccola l'effetto che doveva essere fiammato è risultato a righe. Ferri n° 3.























Ho avviato 28 maglie e ho lavorato 4 ferri a maglia rasata iniziando con un ferro diritto.























Ho proseguito con altri 4 ferri a maglia rasata iniziando però con un ferro (il 5°) a rovescio. La conseguenza di lavorare 4 ferri alternati a maglia rasata è un effetto a coste bombate orizzontali.  Gli otto ferri alternati vanno ripetuti per altre 2 volte, in totale 24 ferri. Al 26° ferro, formare i forellini per far poi passare il cordoncino in questo modo: 2 maglie a diritto, "un gettato, 2 maglie assieme a diritto, 1 maglia a diritto" per 8 volte, terminare il ferro con 2 maglie a diritto. Terminare con altri due ferri la costa bombata a maglia rasata a diritto e formare poi anche una costa a maglia rasata rovescia, totale 32 ferri.























A questo punto ho lasciato in sospeso  le 10 maglie laterali di destra e di sinistra e ho proseguito solo con le 8 centrali, sempre allo stesso modo, alternando  4 ferri di maglia rasata a diritto con 4 ferri di maglia rasata a rovescio per 16 ferri.























Ho raccolto 8 punti su ogni lato del davanti lavorato ottenendo in totale 44 punti e ho proseguito con 4 ferri a maglia rasata diritta, e 4 ferri di maglia rasata rovescia.























A questo punto ho iniziato la suola, chiudendo con una catenella 18 punti a destra e 18 punti a sinistra del lavoro. Ho proseguito con gli 8 punti centrali. Ho aumentato 2 punti (uno a destra e uno a sinistra) sul terzo ferro completando la costa bombata orrizzontale con un ferro rovescio. Con i 10 punti ottenuti ho lavorato altri 24 ferri alternando ogni 4 ferri maglia rasata a diritto con maglia rasata a rovescio. Gli ultimi 8 ferri li ho lavorati diminuendo una maglia per lato ogni 2 ferri fino a rimanere con 2 punti che ho chiuso con una catenella. Ho unito la suola alla tomaia con punti molto piccoli e ho chiuso la parte posteriore della scarpina fermando tutti i fili.
























Vorrei far notare il cordoncino eseguito in un modo insolito, che non avevo mai visto. La mia amica me lo ha insegnato pazientemete ma al momento di eseguirlo per infilarlo nei forellini predisposti non me lo ricordavo più. Ho pensato che su you tube si trova tutto o quasi e ho digitato la parola cordoncino e voilà eccolo qua! Sono partita molto lenta ma poi ho preso velocità e piacere nel vedere la lunghezza del cordoncino che aumentava al movimento degli indici delle mie mani.























Eccole le scarpine, le mie nei colori autunnali e quelle della mia amica in un tenero e classico giallino.