martedì 27 novembre 2012

Pantofoline per la notte di Natale


Le ho viste su questo libro che avevo scaricato sul mio iPad e, forse perchè sento già l'atmosfera natalizia, ho subito pensato che sarebbero state carine  anche nel colore rosso. Serve veramente pochissima lana (25 grammi), qualche avanzo di verde chiaro, grigio perla e verde scuro. Servono anche due bottoncini di madreperla che andranno fissati sopra a due automatici.
Le istruzioni sono in inglese e mi sono aiutata con le spiegazioni delle medesime scarpine ma senza motivo a jacquard che ho trovato su questo libro che ho preso in prestito in biblioteca. Veramente facili.
























Qui sono all'ultimo ferro della seconda scarpina, mi mancano le cuciture (suola e dietro) e i bottoni.



































































Eccole terminate. Direte che ho la mania delle scarpine, è vero, questo è il 12° paio presentato in questo blog.


sabato 24 novembre 2012

Andar per tese e tesolì


"Tese" e "tesolì" sono termini dialettali lombardi che stanno ad indicare vecchi edifici di montagna con caratteristiche ben precise. Solitamente era considerata "tesa" un insieme di costruzioni ben aggregate tra di loro comprendenti l'abitazione, la stalla e il fienile. "Tesolì" è la stessa cosa ma in dimensioni ridotte.
Partendo da un'altitudine di 1000 metri ci siamo incamminati su un sentiero carrabile, sicuri di incontrare esemplari interessanti. La zona era tutt'altro che quieta come ci si potrebbe aspettare camminando nel bosco. Qua e là si sentivano cani abbaiare, spari di cacciatori, trattori in movimento che trasportavano legna a valle e anche strilli di gazze. Solo il cielo era grigio e statico, ma non era freddo e camminando la temperatura corporea saliva velocemente.





































































Questa è una delle prime "tese" che abbiamo incontrato, sorprendentemente abitata. Ci siamo avvicinati per conoscere questi sperduti abitanti che ci hanno raccontato che abitano lì tutto l'anno, neve o non neve, sempre lì con i loro animali e con un trattore come mezzo di trasporto. "E' bello qua" ho detto al signore che ci ha accolto, lui mi ha guardato sorridendo, quasi a chiedermi "ma mi stai prendendo in giro"? Certo, in quella casa la Jacuzzi non c'era ma il sorriso pacato e la serenità che trasmetteva quell'uomo non si incontra spesso.






















In fondo lui ha scelto di vivere senza troppe comodità ma con ritmi più accettabili senza le nostre tensioni e il nostro stress. Quel poco che ha se lo fa bastare, per esigenze impreviste non ha nelle vicinanze luccicanti supermercati o vetrine invitanti ma, la legna per scaldarsi non gli manca, e nemmeno quiete e armonia.























Un lusso però se l'è concesso: un bel televisore e una vistosa antenna parabolica.
Abbiamo proseguito la nostra camminata, abbiamo incontrato contadini che raccoglievano foglie secche per il letto delle mucche nelle stalle  e poi altre "tese", belle, per posizione e struttura ma ve lo racconterò in un prossimo post.


mercoledì 21 novembre 2012

Portare in casa il profumo del bosco


Manca più di un mese a Natale, ma ho visto già alberi addobbati e pieni di luci accese, luminarie sulle strade, nei grandi magazzini, nelle vetrine, ovunque si voglia attirare l'attenzione e farti acquistare qualcosa. Un po' mi infastidisce tutta questa luce, e poi mi sembra che ogni anno si incominci sempre prima con questi frastuoni commerciali. Per me il Natale è quello che vivevo da bambina, quando i preparativi iniziavano qualche giorno prima: l'albero lo preparava con molta cura mio papà, le palline erano fragili e solo i grandi le potevano maneggiare. Sotto l'albero, con l'aiuto di tutti si creava un bel presepio, con i fiumi di carta stagnola e le strade di sassolini bianchi.

























Sono andata nel bosco e, presa dalla nostalgia di quegli anni, dei profumi semplici e naturali del Natale, ho raccolto muschio, pigne, rametti di larice, rami di pino, di agrifoglio e bacche.























Con il muschio ho formato delle palle e le ho legate con lo spago, le ho deposte in una vecchia ciotola assieme a due candele e tutto l'altro materiale raccolto. Il profumo di bosco che si sente ora in casa mi fa continuamente tornare con il pensiero alla mia infanzia.


martedì 20 novembre 2012

Gnocchi di ricotta della Nives


Un invito a cena all'ultimo minuto e la mia amica Nives, in men che non si dica ha portato in tavola questi  gnocchi dal gusto delicato e piacevole. Solitamente in casa si hanno sempre gli ingredienti di questa ricetta che richiede veramente poco tempo per la realizzazione.























Ingredienti per 3 o 4 persone

Per gli gnocchi servono:
250 gr. di ricotta
100 gr. di farina bianca
100 gr. di parmigiano grattugiato
noce moscata
sale qb

Per il sugo:

un cucchiaio di olio extra vergine
un pezzetto di cipolla tritata
passata di pomodoro
2 cucchiai di panna
sale qb























In una ciotola ho incorporato alla ricotta,  la farina e il formaggio grattugiato con un pizzico di sale e una spolveratata di noce moscata. Con l'impasto ottenuto ho formato dei piccoli cilindri di circa un centimetro e mezzo di diametro e li ho tagliati a pezzetti di 2 o 3 cm di lunghezza. 

Ho preparato un semplice sugo facendo appassire la cipolla tritata nell'olio caldo, aggiungendo la passata di pomodoro e un pizzico di sale. Dopo una rapida cottura (20 minuti circa) ho amalgamato 2 cucchiai di panna.

In una pentola ho messo dell'acqua a bollire, vi ho gettato gli gnocchi che ho poi raccolto con un mestolo forato una volta che questi sono venuti a galla. Ho disposto gli gnocchi in una ciotola e li ho conditi con il sugo.























Buon appetito con questo squisito piatto di gnocchi.



venerdì 16 novembre 2012

Cover per ebook reader


Ci ho riprovato, ho cucito nuovamente una custodia. Me l'ha chiesta un'amica nonchè ex collega come regalo di compleanno. "Non ho fretta" mi ha detto, "falla quando vuoi e come vuoi", intendendo che era disposta ad aspettare e ad accettare qualsiasi modello le avessi proposto. Io, nei lavori di cucito, non mi ci butto mai immediatamente perchè come ho detto altre volte, ho molta soggezione della mia macchina da cucire. Non la conosco bene, e lei ogni tanto mi fa qualche tiro mancino e devo disfare tutto. Comunque ieri mi sono decisa, ho preso tutto l'occorrente e mi sono chiusa nella stanza del sottotetto dove appunto, la mia Singer era lì che mi aspettava. Di fronte a lei sono impacciata ma anche ostinata, decisa a portare a termine il mio lavoro, senza arrendermi se il filo continua a strapparsi, se il tessuto si arriccia, se l'ago non va dove voglio io.



















In Pinterest avevo da poco salvato questo copriteiera, i triangolini colorati  mi ricordavano  le preghiere tibetane che sbattono al vento gelido accanto ai monasteri.























Io le ho posizionate così sui due lati della cover che stavo realizzando. Tutti i tessuti utilizzati sono rigorosamente di riciclo,























compreso il bottone e il cordoncino che ho ricavato io con il sistema che potete vedere qui.























Questo è un lato, orgogliosamente etichettato,























e questo è l'altro con le bandierine sventolanti.


mercoledì 14 novembre 2012

Un gradevole novembre



Con la nevicata del 28 ottobre mi ero convinta di aver cambiato appena in tempo  le gomme invernali alla mia automobile. Mi aspettavo che a quella nevicata ne seguissero altre, subito, e pensavo "chissà quanta neve arriverà in questo inverno". Ero prontissima con giacca a vento e scarponi ma tutto inutilmente, è novembre e sembra settembre. Forse, se novembre si fosse presentato con il clima che gli si addice, non si sarebbero verificate tutte le esondazioni di questi giorni causando disastri a questa nostra bella Italia. Sulle cime delle montagne sarebbe caduta la neve e lì si sarebbe fermata impedendo il formarsi di grandi quantità d'acqua che portandosi a valle ha distrutto tutto ciò che ha incontrato.












































Il sole  è più basso e le ombre si sono allungate, alcune piante si sono spogliate, altre hanno indossato un bel vestito colorato ma, durante il giorno la temperatura è quasi estiva e il fuoco non scoppietta nella stufa, il suo calore non è ancora indispensabile.

























Il buio arriva presto e le sere  lunghe mi invogliano ad iniziare nuovi lavori a maglia, per il freddo che verrà, se vorrà venire,

























perchè "al tempo non si comanda" ricordo che diceva sempre mia mamma, "fa quello che vuole". E lasciamoglielo fare, godiamoci ancora questo supplemento d'estate, senza dimenticare chi, a causa di questo clima ha perso tutto.


domenica 11 novembre 2012

Mezzi guanti, riveduti e corretti: condivisione


Una ventina di giorni fa, in questo post, vi avevo mostrato i mezzi guanti che avevo lavorato ispirandomi a questo "free pattern". Perchè mi sono ispirata e non ho seguito le spiegazioni? Perchè non conosco l'inglese e li ho realizzati semplicemente guardando la fotografia. Nei commenti, mi è stato chiesto di condividere con voi i passaggi per eseguire questi semplici mezzi guanti, ed eccomi qua a riproporveli.
























Li ho rifatti con altra lana, più sottile, quella che mi era avanzata da questa sciarpa e poche gugliate di lana multicolor. Sono morbidissimi perchè il filato contiene cashemire e alpaca e pesano solo 25 grammi in totale.

Io ho fatto così.
Occorrente:
30 gr. di filato di colore grigio
qualche avanzo di lana multicolor
ferri da calze (gioco di 5 ferri) n° 2,5

Con il filato multicolor ho avviato 50 maglie le ho distribuite su tre ferri (ma si possono ripartire anche su 4, a piacere) e ho lavorato 6 giri a maglia rovescia.























Ho proseguito con il filato grigio, seguendo questo semplice schema che ho riportato su un foglio quadrettato per comodità.

























Lo schema è un multiplo di 10 maglie (bisogna tenerne conto nel caso si volessero fare più grandi o più piccoli) e va ripetuto 5 volte sul giro del guanto.























Completati gli 8 giri  che formano il motivo, come si può vedere dalla foto sopra, li ho ripetuti per altre 3 volte. A questo punto per creare gli aumenti del dito pollice ho proseguito per altri 16 ferri (8+8 del motivo) interrompendo però le diminuzioni centrali di uno dei 5 motivi (accavallato doppio) del giro del polso.






















Il giro dei punti del guanto, risulta aumentato di 8 nuove maglie, che ho lasciato in sospeso facendole passare in un grosso filo di lana (forse è più comodo metterle in attesa su una spilla).






















Ho ripetuto il motivo di 8 ferri per altre 4 volte, ho tagliato il filo grigio e ho lavorato un ferro a diritto con il filo multicolor, proseguendo poi con 6 ferri a rovescio, chiudendo poi con una catenella sempre a rovescio.























Ho suddiviso i 16 punti lasciati in sospeso su due ferri, aggiungendone un terzo con altri 6 punti già avviati. Ho lavorato 6 giri a diritto con il grigio, un giro sempre a diritto e 6 giri a rovescio con il filo multicolor. Ho chiuso con una catenella a rovescio.
























Questi sono i miei mezzi guanti terminati prima di aver fissato i fili eccedenti e aver cucito il dito pollice al corpo del guanto con piccoli punti invisibili.























I mezzi guanti completamente ultimati.





mercoledì 7 novembre 2012

Frugalità


Da lontano ci sembrava una delle cascine come ce ne sono tante nei dintorni del mio paese. La nevicata di domenica scorsa aveva ricomposto il disordine  che l'attorniava. Non usciva il fumo dal camino, segno che momentaneamente non era abitata. 























La betulla copriva con le sue foglie ancora gialle un piccolo pollaio e sosteneva il recinto dell'orto.























Camminando nella neve, ci avviciniamo scoprendo un certo fascino, un messaggio di vita frugale, una attestazione di vita semplice, sobria, essenziale, scandita da ritmi antichi, ormai sconosciuti alla maggioranza di noi.

























Pochi utensili, uno specchio per radersi al mattino, il sapone di Marsiglia, la tazza sciacquata pronta per il prossimo caffè. C'è anche il segno della religiosità di questo residente che non conosciamo, con il quale ci piacerebbe però scambiare qualche pensiero.


























Facciamo un giro attorno alla casa, quasi per godere anche noi del quadro naturale che ha allietato il risveglio di questo sconosciuto, quasi invidiandolo un po', per la sua capacità di adattamento, per la serenità che immaginiamo gli appartenga conducendo una vita sicuramente senza stress.


domenica 4 novembre 2012

Un gilet per una bimba molto "calorosa"


Non ne vuole sapere di maglioni, soprattutto a collo alto, neanche in inverno. Non sta ferma un attimo e ha sempre caldo. Lei vuole il gilet, e questa volta gliel'ho realizzato con la lana che mi era avanzata dalla salopette, per fortuna azzurra, il colore che preferisce in questo momento.
Ho sfogliato riviste ed esaminato i gilet di Raverly, cercando un modellino frivolo, con qualche ricamo colorato come piace a lei.  Mi sono però decisa per questo modellino semplice semplice, pensando che quando non le andrà più bene potrà passarlo a uno dei cuginetti maschi nati dopo di lei.























Il gilet le piaceva e l'ha indossato subito, ma non aveva nessuna voglia di farsi fotografare.























Ho usato i ferri n° 4,5 e l'ho terminato ieri mattina, lavorando il collo con quattro ferri (non mi decido a usare il circolare che probabilmente è più comodo) e cucendo i fianchi con punti invisibili.






















































E' facile e veloce, proprio per la semplicità della lavorazione: maglia rasata e un diritto e un rovescio per i bordi.

























Sono molto soddisfatta del lavoro anche se, ammettiamolo, lei indossa bene qualsiasi cosa...























salvo  quando, stanca di farsi fotografare, si butta a terra spazientita e ti fa capire chiaramente che non intende continuare a fare la modella.